COMITATO ITALIANO
GIUSTIZIA PER I CINQUE


LIBERTAD PARA TODOS LOS CINCO !!! LIBERTÀ PER I PRIGIONIERI PALESTINESI E BASCHI, E PER TUTTI I PRIGIONIERI POLITICI NELLE CARCERI IMPERIALISTE !!!

5 Days for the Cuban FiveL. Vasapollo: “SE NON ORA... QUANDO ??? Le giornate di Washington ancora una volta dimostrano che l’amore non si arresta !!! La lotta sempre paga... LIBERTÀ SUBITO E SENZA CONDIZIONI PER ANTONIO, RAMÓN E GERARDO !!! FINE IMMEDIATA DEL BLOQUEO CONTRO CUBA !!!”.

COMUNICATO FINALE DAL 2 AL 10 GIUGNO 2014 della Delegazione di tre compagni in rappresentanza del CAPITOLO ITALIANO RETE IN DIFESA DELL’UMANITÀ (Assoc. e Riv. Nuestra América, Cestes Centro Studi dell’USB, Natura Avventura Ediz., Rete dei Comunisti, ecc.) e del COMITATO ITALIANO GIUSTIZIA PER I CINQUE, di ritorno dal grande successo delle impegnative e politicamente molto rilevanti Giornate di Lotta a Washington D.C., “5 DAYS FOR THE CUBAN FIVE”

2-3 giugno 2014

Come già avvenuto nel giugno 2013, anche quest’anno una Delegazione di tre compagni del Capitolo Italiano in Difesa dell’Umanità, di Cestes Proteo, Centro Studi della USB e di Nuestra América Natura Avventura Ediz., Rete dei Comunisti, ecc. è arrivata a Washington, dove già a partire da oggi sono iniziati i preparativi logistico, organizzativi e le riunioni politiche per le giornate di mobilitazione e di lotta “5 Days for the Cuban Five”.
Sono in arrivo le prime Delegazioni provenienti da tutto il mondo.
Nei prossimi giorni vi informeremo sulle attività di lotta svolte, di denuncia, di informazione e di mobilitazioni varie.
Presente fra i Comitati di molti paesi anche il Comitato Italiano Giustizia per i cinque, con la presenza del Vicepresidente Luciano Vasapollo.

4-5 giugno 2014

Dopo la conferenza stampa sui contenuti politici, umanitari e giuridici dell’intera iniziativa e di descrizione delle attività che si terranno nei vari giorni, è iniziata oggi 5 giugno ufficialmente la terza edizione a Washington delle giornate di lotta per la libertà di tutti i Cinque Cubani.
La Delegazione di tre compagni del Capitolo italiano in Difesa dell'Umanità, sta già da tre giorni partecipando a riunioni preparatorie, incontri delle diverse strutture dei tanti paesi presenti e ai primi convegni su "5 Days for the Cuban Five".
Il Comitato Italiano sarà presente a tutte le conferenze e attività che si svolgeranno a Washington e informerà insieme al Capitolo Italiano della Rete in Difesa dell’Umanità.
Sono arrivate da ieri le delegazioni provenienti da tutto il mondo, per precisione da oltre trenta paesi, la maggior parte dei quali dell’America Latina, ma anche USA, Italia, Germania, Grecia, Belgio, Svezia, Canada.
Oggi dopo i messaggi registrati in video conferenza di René e Fernando e i messaggi di apertura di Adolfo Pérez Esquivel, Frei Betto e Rigoberta Menchu, vi è stato un appassionato e interessantissimo intervento di Danny Glover.
I lavori della conferenza su nuove relazioni USA-Cuba e sulla questione dei Cinque sono continuate con gli interventi di Alicia Jrapko e Graciela Ramírez, Wayne Smith, José Pertierra e con la video conferenza di Mariela Castro.
Fra ieri ed oggi sono continuati gli incontri tra i Comitati di molti paesi, anche con il Comitato Italiano Giustizia per i Cinque che ha tenuto tra gli altri importanti incontri con il Comitato Internazionale Libertà per i Cinque.
Continueremo a informarvi con precisione e con tutta la passione che ci fa stare qui con tanti compagni a esprimere il più alto livello di solidarietà umana e militante di politica internazionalista.
Domani in seduta plenaria della conferenza è prevista la relazione del coordinatore del Capitolo Italiano della Rete in Difesa dell'Umanità, Luciano Vasapollo, anche come Vicepresidente del Comitato Italiano Giustizia per i Cinque.

6 giugno 2014

Continuano con grande partecipazione e passione politica a Washington le giornate di lotta per la libertà dei Cinque Cubani.
La Delegazione di tre compagni del Capitolo italiano in Difesa dell’Umanità, anche ieri ha partecipato a varie riunioni di carattere politico, culturale e con centri studi e sindacati - in particolare con le tante delegazioni provenienti dai paesi dell'ALBA e dagli altri paesi dell’America Latina e Stati Uniti -, mentre pochi sono i paesi europei rappresentati.
Alla conferenza internazionale sulla nuova era dei rapporti USA-Cuba e la questione dei Cinque, tra gli interventi da segnalare quelli interessantissimi di Miguel Barnet e Ignacio Ramonet sulle due direttrici della soluzione politica e della componente più a carattere umanitario, anche se le due ovviamente marciano in maniera assolutamente unita e univoca.
I lavori della conferenza hanno fortemente affrontato anche le varie sfaccettature giuridiche con i rappresentanti legali internazionali, fra cui l’italiana Tecla Faranda, che hanno ben ripreso le infinite illegalità e illegittimità procedurali e processuali, con la segnalazione, come era già avvenuto in maniera molto dettagliata a marzo scorso a Londra dove anche era presente una nostra Delegazione, di una lista infinita di errori giudiziari compiuti e da abusi e irregolarità commesse dalle corti giudicanti.
Molto attesi e seguiti gli interventi delle due coordinatrici del Comitato internazionale per la libertà dei 5. Con la relazione di Alicia Jrapko si è molto sottolineato l’aspetto umanitario e dell’attacco ai diritti basilari dei detenuti che ha caratterizzato la carcerazione e l’intera vicenda dei Cinque, mentre Graciela Ramírez ha molto sottolineato anche gli aspetti politici e della soluzione ormai tutta in mano ad una decisione politica.
È seguito con grande attenzione di tutti i partecipanti - che hanno più volte applaudito ed espresso i loro sentiti consensi politici - la relazione di Luciano Vasapollo in qualità di Coordinatore del Capitolo Italiano della Rete in Difesa dell’Umanità e come Vicepresidente del Comitato Italiano Giustizia per i Cinque.
Nel suo intervento Vasapollo ha sottolineato come la vicenda dei 5 sia palesemente un atto di vendetta e ritorsione che non casualmente si definisce in tutti i suoi orrendi significati nella seconda metà degli anni 90 , proprio quando Cuba stava fornendo al processo di rinnovamento democratico, progressista e rivoluzionario un significativo apporto in termini di esempio di autodeterminazione che con la vittoria di Chávez prima e di Evo Morales ha poi portato alla costruzione della grande alleanza dell’ALBA per il Socialismo del XXI secolo.
Il terrorismo di Stato applicato contro i 5 rivoluzionari cubani è parte della strategia dell’Impero per tentare di uscire dalla sua crisi economica, di egemonia e di civiltà con la pianificazione di politiche di terrorismo economico, sociale, ambientale, militare e soprattutto massmediatico, come sta avvenendo da tempo contro la Rivoluzione Bolivariana chavista in Venezuela da parte di mercenari fascisti e dall’oligarchia sostenuta dalla CIA e dall’Impero.
La questione dei 5 è legata e correlata alla stessa logica di terrorismo di Stato da parte dei paesi imperialisti che ad esempio in questi mesi si sta sviluppando con gli attacchi contro l’Ucraina e la Siria - e prima Libia e Mali - nell’ambito della competizione globale contro l’autodeterminazione dei popoli.
Continuare la battaglia per la liberazione dei Cinque anche nei posti di lavoro, nei movimenti sociali, nelle università inserendo nei programmi testi e libri che trattino la crisi internazionale del capitale anche come crisi di libertà democratiche, informative, nello Stato di diritto, significa da subito collegare la battaglia per la liberazione dei compagni cubani a quella generale sui prigionieri politici degli imperialismi, come i compagni Palestinesi e Baschi, le migliaia di prigionieri politici in America Latina - come ad esempio in Colombia, i Portoricani, in Paraguay e in Perù, Honduras.

7 giugno 2014

La giornata si è aperta con i preparativi e poi la grande manifestazione di fronte alla Casa Bianca “marcia per i Cinque” con un corteo e sit in, preceduto anche da una iniziativa informativa chiamata “Rally in bicicletta per i 5”, per le tante vie del centro della città, fino al Ministero di Giustizia vicino al Campidoglio USA.
Una colorata, chiassosa e bellissima Washington quella prima invasa da decine di biciclette, con sulle spalle dei ciclisti cartelli per la libertà dei rivoluzionari cubani detenuti innocentemente nelle carceri USA ormai da sedici anni e contro il brutale blocco che impedisce a Cuba normali relazioni economico finanziarie commerciali con tutto il mondo; e subito dopo con centinaia di intellettuali, artisti, militanti dei movimenti sociali, sindacali, organizzazioni politiche e della solidarietà, giornalisti, parlamentari insieme a rappresentanti dei comitati internazionali per la libertà dei 5 di quelli di quasi tutti i paesi dell’America Latina, degli USA, del Canada, Belgio, Germania, Svezia, Grecia e tanti altri insieme al nostro Comitato Italiano Giustizia per i Cinque, che hanno manifestato con passione, forza e rabbia a lungo davanti la Casa Bianca chiedendo a gran voce giustizia e libertà:

OBAMA GIVE ME FIVE !!!

Quando si sono aggiunti i tanti compagni provenienti dal Canada e arrivati in pullman da New York, le diverse centinaia di compagni compatti si sono riversati con cartelli, striscioni, manifesti, bandiere per le strade centrali di Washington. Stupore, sconcerto per il caso quasi sconosciuto negli USA e tantissima solidarietà sentita da parte di tantissimi cittadini che si sono fermati a chiedere dettagliate informazioni sul caso, e hanno voluto sapere cosa fare per dare il loro modesto ma significativo aiuto contro questo drammatico caso che va contro anche i più elementari principi umanitari e dello stesso Stato di diritto.
Si è conclusa la manifestazione con un altro sit in e comizio davanti al palazzo del Ministero di Giustizia USA, così enorme e bello nella sua maestosità architettonica e così con poco, pochissimo contenuto di vera giustizia.
Una grande giornata di vera dura lotta realizzata con sudore, passione e tanto amore, e a detta di tutti e della nostra Delegazione, presente anche lo scorso anno, questa la più grande manifestazione a Washington numericamente, più combattiva, pacifica ma molto determinata allo stesso tempo, triste per i drammatici contenuti ma gioiosa e colorata nel suo grande spirito di fratellanza e solidarietà con i compagni cubani e con la nostra Cuba socialista rivoluzionaria.
E poi senza sosta tutti di nuovo in confronti e riunioni in preparazione degli incontri che terremo con senatori e parlamentari del Congresso.

8 giugno 2014

Le Delegazioni dei diversi paesi hanno svolto attività assembleari e lavori per commissione per decidere le linee di intervento che si terranno domani nei vari incontri con i senatori e i parlamentari del Congresso.
Si è deciso in una bella e partecipata assemblea di tutte le Delegazioni che nei vari incontri si porranno le problematiche umanitarie ma soprattutto politiche relative alla liberazione immediata dei tre compagni cubani ancora detenuti dopo 16 anni. Sono stati inoltre approntati documenti e informative per gli incontri di domani con senatori e parlamentari.
Sarà una giornata molto importante poiché nei gruppi che andranno agli incontri saranno presenti molto parlamentari dell’America Latina, sindaci, sindacalisti, intellettuali ed esponenti dei movimenti e delle associazioni di solidarietà.
Nel pomeriggio è proseguita con intensi e articolati lavori per commissione e poi nella Sessione Plenaria si è svolta con una conferenza dei compagni parlamentari presenti (di Argentina, Brasile, Cile, Panama, El Salvador).
La Plenaria si è conclusa con i due interventi di forte impatto e spessore politico dei rappresentanti del Fronte Farabundo Martí di Liberazione Nazionale e della rappresentante sandinista, che hanno ribadito il loro storico legame di reciproca solidarietà con la Rivoluzione Cubana e quindi il loro appoggio incondizionato alla causa dei Cinque come atto concreto di internazionalismo.
Si è poi chiuso il giorno di impegnativo lavoro di riunioni e relazioni con il toccante, emozionante e molto applaudito intervento di Rita Martufi, Direttrice del CESTES Centro Studi dell’USB; a nome del Capitolo Italiano della Rete in Difesa dell’Umanità e come membro del Comitato Italiano Giustizia per i Cinque, ha voluto sottolineare il ruolo di prestigio e critica attiva e costruttiva solidale che svolge sempre in prima fila Cuba nelle iniziative contro la fame nel mondo e per i diritti collettivi primari fondamentali a favore dei paesi del cosiddetto Terzo Mondo, alla FAO di cui Rita Martufi è rappresentante permanente per la Federazione Sindacale Mondiale, e di come sia viva la battaglia a favore della liberazione di tutti i Cinque Cubani e contro il blocco nelle attività e lotte della federazione sindacale mondiale FSM.
Dopo le ragioni tutte politiche del caso dei Cinque, Martufi ha voluto evidenziare, come compagna e madre, alcuni aspetti umanitari, a partire da quello di Adriana, moglie di Gerardo, che non può visitare e vedere regolarmente il marito ormai da sedici anni, e le è quindi vietato in tutti i modi il diritto primario naturale alla maternità, e la sofferenza imposta dall’Impero come tortura alle mogli e madri e tutti i familiari dei compagni, e in ciò come sia rimasta da sempre fortemente colpita e coinvolta dalle stringenti e emozionanti parole di vero sentimento quasi spirituale che in continuazione gli vengono rivolte nei tanti suoi incontri a Cuba dai familiari dei Cinque, ad esempio dall’emozione forte che gli da sempre la mamma di Antonio.
Martufi ha chiuso nella certezza che il prossimo anno invece che a Washington ci ritroveremo tutti a La Habana per fare una grande festa con tutti e Cinque i nostri fratelli finalmente tornati alla loro patria socialista e a casa dai loro cari.

9 giugno 2014

Vanno verso la conclusione le giornate di Washington “5 days for the 5” con le diverse Delegazioni Internazionali, divise in quattro gruppi, impegnate a incontrare separatamente vari senatori e congressisti statunitensi.
La nostra Delegazione è stata presente in vari incontri tenuti sia la mattina che il pomeriggio e la mattina del 10 giugno, nelle sedi istituzionali parlamentari. I compagni del Capitolo Italiano della Rete in Difesa della Umanità e del Comitato Italiano Giustizia per i 5 hanno dato il loro modesto ma massimo contributo per sviluppare negli incontri la problematica politica e quella culturale connessa al caso dei compagni cubani, chiedendo un atto immediato del Presidente OBAMA per la scarcerazione dei tre compagni cubani già nei prossimi mesi.
Le posizioni emerse e le sensibilità sono ovviamente diverse, ma tutti i parlamentari indistintamente auspicano una normalizzazione dei rapporti politici ed economici con Cuba e in ciò si potrà anche giungere alla definizione tra governi del caso dei tre cubani ancora in carcere e di Alan Gross, cittadino statunitense condannato per spionaggio e detenuto a Cuba.
I diversi parlamentari hanno tutti sottolineato che la normalizzazione delle relazioni con Cuba aprirebbe anche migliori prospettive di dialogo e di rapporti politico economici con tutta l’America Latina e i cosiddetti paesi del Terzo Mondo, miglioramento assolutamente auspicabile in una fase come l’attuale caratterizzata dalla più grande crisi economica mondiale e da una forte crisi della leadership degli USA nei rapporti internazionali sia per il ruolo incisivo svolto dai BRICS, sia per la significativa alternativa anticapitalista espressa dall’alleanza strategica politica ed economica dell’ALBA, e in presenza di aree di forte conflitto come Siria, Ucraina, ecc. e di accesa competizione con la stessa Unione Europea.
La nostra Delegazione ha evidenziato in tutti gli incontri cui ha partecipato il grande lavoro di solidarietà politica e culturale svolto dal Capitolo Italiano della Rete in Difesa dell’Umanità attraverso Nuestra América, la Rete dei Comunisti, Radio Città Aperta, il Cestes Centro Studi dell’USB, insieme al Comitato Italiano Giustizia per i Cinque, e che la nostra presenza sia fortemente caratterizzata da una forte solidarietà con i nostri fratelli cubani e con le ragioni di Cuba e di gran parte dell’umanità contro il bloqueo con una piena consapevolezza politica e culturale.
Nei nostri interventi sono stati posti problemi anche relativi al miglioramento delle relazioni scientifiche accademiche fra Cuba e USA che darebbero un forte impulso allo sviluppo della ricerca in campo medico, biologico, farmaceutico, agro-ingegneristico e nelle scienze sociali, sviluppo che se indirizzato da serie politiche ed equilibrate relazioni favorirebbe un progresso più armonico e socio eco compatibile, di cui beneficerebbe l'intera umanità.
Ma abbiamo sottolineato che per poter affrontare tale normalizzazione si deve assolutamente partire da un tavolo governativo tra USA e Cuba di relazioni di parità e di rispetto e senza condizioni, ma partendo dal dato politico che gli USA devono compiere per chiudere l’ultra cinquantennale vergognoso Bloqueo e realizzare subito un atto di giustizia che attendiamo da sedici anni rilasciando immediatamente Antonio, Ramón e Gerardo, poiché sono innocenti e questo lo conferma una parte grande, rispettabile, eticamente sana dell’opinione pubblica statunitense e internazionale che coinvolge attivamente in questa battaglia di libertà Premi Nobel, intellettuali e artisti di gran prestigio, settori importanti delle diverse Chiese Cristiane e di altre confessioni religiose, la Federazione Sindacale Mondiale, prestigiose realtà accademiche, parlamentari di molti paesi, movimenti sociali e sindacali, organizzazioni politiche e della solidarietà internazionalista militante. Il caso è politico la soluzione deve essere assolutamente politica con un atto consapevole di giustizia da parte del governo USA.
La nostra Delegazione ha decisamente chiesto nei diversi incontri un forte impegno dei parlamentari USA progressisti e sensibili ad una nuova visione delle relazioni con Cuba e internazionali, immediatamente in questi prossimi mesi prima dell'inizio della campagna elettorale presidenziale statunitense che potrebbe condizionare in senso ancora negativo le relazioni fra i due paesi per poter così accontentare le pressioni dei grandi elettori e lobbies legati ai peggiori ambienti anti cubani e fortemente ostili al governo socialista rivoluzionario.
Ci siamo detto quindi pronti a continuare la lotta in tutte le sedi possibili e speranzosi di poter festeggiare il prossimo Natale a Cuba con i nostri tre fratelli a casa loro e con i loro cari familiari e il loro popolo e Governo che li ha nominati eroi nazionali.

10 giugno 2014

Alle ore 14 prima della conferenza stampa ci guardiamo tutti con i tanti compagni delle delegazioni, siamo stanchi, felici e decisi nel dirci con consapevolezza politica che questa del 10 giugno 2014 sia l’ultima tappa a Washington della battaglia per far tornare a casa nella loro patria socialista tutti e cinque i nostri fratelli cubani.
Emozionante Conferenza Stampa di chiusura presso l’ufficio di interesse di Cuba a Washington, con un collegamento in diretta video conferenza da La Habana con René e Fernando, i quali nel ringraziare tutti noi per il duro lavoro svolto in questi giorni ci trasmettono la loro forza e fiducia.
Infatti hanno voluto nei loro interventi evidenziare che questo sarebbe un momento davvero favorevole per nuovi rapporti tra uguali e di pari dignità tra il governo degli Stati Uniti e il governo di Cuba, e quindi il momento propizio per far tornare dalle loro famiglie a Cuba Antonio, Ramón e Gerardo. Ma tutto ciò dipende esclusivamente dalla volontà politica del governo degli Stati Uniti di voler chiudere con un atto di giustizia questa drammatica e vergognosa vicenda che dura ormai da 16 anni.
La conferenza si è chiusa con un augurio di speranza da parte di Fernando e René affinché il prossimo anno si possa festeggiare tutti insieme con i 5 non a Washington ma all’Avana.
Un grande applauso e un sentito abbraccio fra tutti noi per darci ancora più forza in questa, speriamo, ultima fase di lotta di libertà a favore dei nostri fratelli e dell’umanità intera.

GRAZIE A TUTTI E IN PARTICOLARE AL COMITATO INTERNAZIONALE - CHE NEI PROSSIMI GIORNI INVIERÀ TUTTA LA DOCUMENTAZIONE ARTICOLATA DI QUESTI GIORNI - CHE HA VOLUTO E COSTRUITO CON GRAN SACRIFICIO, AMORE, FORZA E PASSIONE QUESTE GIORNATE DI LOTTA DI GRAN SUCCESSO. E PERMETTETECI ANCHE UN PICCOLO SLANCIO SUL PIANO PERSONALE MA TUTTO POLITICO: UN GRAZIE DI CUORE, UN BACIO E UN ABBRACCIO RIVOLUZIONARIO ALLE DUE IRRANGIUNGIBILI E UNICHE IN FORZA E RAGIONE ALICIA JRAPKO E GRACIELA RAMÍREZ.


NOTA A MARGINE... MA NON TANTO...

Continueremo nei prossimi giorni a informarvi con i modesti mezzi che abbiamo a disposizione, poiché spesso non troviamo spazio neanche nella cosiddetta stampa e comunicazione di alternativa così attenta ai suoi strani “equilibrismi e tornaconto” anche purtroppo spesso personali; e quindi saremo noi, con RADIO CITTÀ APERTA, CONTROPIANO, NUESTRA AMÉRICA, CON il sito della RETE DEI COMUNISTI e quello del COMITATO ITALIANO DEI 5 e pochi altri che ringraziamo, a informare con passione e liberamente così come su tante altre battaglie dall’antimperialismo e dell’anticapitalismo socialista, sui nostri fratelli cubani, sul duro lavoro che le delegazioni di oltre trenta paesi, formate da veri compagni solidali hanno svolto in questi giorni, anzi anni, con il cuore e con la ragionevolezza di chi ha deciso nella vita di combattere per la giustizia e contro l’impero.
Volendo così anche sottolineare e rivendicare con orgoglio la nostra ricercata e voluta maniera tutta politica di esprimere concretamente da sempre solidarietà militante internazionalista nell’autonomia e indipendenza spinta sempre e solo dai sani valori politici di passione rivoluzionaria internazionalista, contando solo giustamente sulle nostre modeste forze, fuori da ogni retorica convenevole autorappresentativa, che oggi è molto cara alla politica partitica e a parte di quella associazionistica di una sinistra che ha perso i riferimenti di vero internazionalismo compiacendosi vanitosamente ma pericolosamente nell’eurocentrismo e nell’autoreferenzialità.
Appuntamento allora nei prossimi giorni a Roma per una Conferenza Stampa della nostra Delegazione in rappresentanza del Capitolo Italiano della Rete in Difesa dell’Umanità (Nuestra América, Cestes, Rete dei Comunisti) e del Comitato Italiano Giustizia per i Cinque, per informare, visto che pochissimi ci aiutano a far conoscere ciò che l’imperialismo nasconde o distorce.

FREE THE CUBAN FIVE !!!
LIBERTAD PARA TODOS LOS CINCO !!!
LIBERTAD AHORA PARA TODOS PRESOS POLITICOS NUESTROS HERMANOS!!!
LIBERTÀ PER I PRIGIONIERI PALESTINESI E BASCHI, E PER TUTTI I PRIGIONIERI POLITICI NELLE CARCERI IMPERIALISTE !!!
FINE IMMEDIATA DEL BLOQUEO CONTRO CUBA !!!
HASTA LA VICTORIA SIEMPRE !!!
SOCIALISMO O MUERTE, VENCEREMOS !!!


Washington D.C., “5 Days for the Cuban Five”

10 giugno 2014

5 Days for the Cuban FiveQuesta del 10 giugno 2014 sia l’ultima tappa a Washington della battaglia per far tornare a casa nella loro patria socialista tutti e cinque i nostri fratelli cubani.

Emozionante Conferenza Stampa di chiusura presso l’ufficio di interesse di Cuba a Washington, con un collegamento in diretta video conferenza da La Habana con René e Fernando, i quali nel ringraziare tutti noi per il duro lavoro svolto in questi giorni ci trasmettono la loro forza e fiducia.

Infatti hanno voluto nei loro interventi evidenziare che questo sarebbe un momento davvero favorevole per nuovi rapporti tra uguali e di pari dignità tra il governo degli Stati Uniti e il governo di Cuba, e quindi il momento propizio per far tornare dalle loro famiglie a Cuba Antonio, Ramón e Gerardo.

Ma tutto ciò dipende esclusivamente dalla volontà politica del governo degli Stati Uniti di voler chiudere con un atto di giustizia questa drammatica e vergognosa vicenda che dura ormai da 16 anni.

La conferenza si è chiusa con un augurio di speranza da parte di Fernando e René affinché il prossimo anno si possa festeggiare tutti insieme con i 5 non a Washington ma all’Avana.

Un grande applauso e un sentito abbraccio fra tutti noi per darci ancora più forza in questa, speriamo, ultima fase di lotta di libertà a favore dei nostri fratelli e dell’umanità intera.

Appuntamento a Roma per una Conferenza Stampa della nostra Delegazione in rappresentanza del Capitolo Italiano della Rete in Difesa dell’Umanità (Nuestra América, Cestes, Rete dei Comunisti) e del Comitato Italiano Giustizia per i Cinque.

FREE THE CUBAN FIVE !!!
LIBERTAD PARA TODOS LOS CINCO !!!
LIBERTÀ PER I PRIGIONIERI PALESTINESI E BASCHI, E PER TUTTI I PRIGIONIERI POLITICI NELLE CARCERI IMPERIALISTE !!!
SOCIALISMO O MUERTE, VENCEREMOS !!!


Washington D.C., “5 Days for the Cuban Five”

9 giugno 2014

5 Days for the Cuban FiveSi concludono le giornate di Washington “5 days for the 5” con le diverse Delegazioni Internazionali, divise in quattro gruppi, impegnate a incontrare separatamente vari senatori e congressisti statunitensi.

Le posizioni emerse e le sensibilità sono ovviamente diverse, ma tutti i parlamentari indistintamente auspicano una normalizzazione dei rapporti politici ed economici con Cuba e in ciò si potrà anche giungere alla definizione tra governi del caso dei tre cubani ancora in carcere e di Alan Gros cittadino statunitense condannato per spionaggio e detenuto a Cuba.

I diversi parlamentari hanno tutti sottolineato che la normalizzazione delle relazioni con Cuba aprirebbe anche migliori prospettive di dialogo e di rapporti politico economici con tutta l’America Latina e i cosiddetti paesi del Terzo Mondo, miglioramento assolutamente auspicabile in una fase come l attuale caratterizzata dalla più grande crisi economica mondiale e da una forte crisi degli USA nei rapporti internazionali sia con i BRICS sia con l’ALBA e in presenza di aree di forte conflitto come Siria, Ucraina, ecc. e di accesa competizione con la stessa Unione Europea.

La nostra Delegazione ha evidenziato in tutti gli incontri cui ha partecipato il grande lavoro di solidarietà politica e culturale svolto dal Capitolo Italiano della Rete in Difesa dell’Umanità attraverso Nuestra América, la Rete dei Comunisti, Radio Città Aperta, il Cestes Centro Studi dell’USB, insieme al Comitato Italiano Giustizia per i Cinque.

Nei nostri interventi sono stati posti problemi anche relativi al miglioramento delle relazioni scientifiche accademiche fra Cuba e USA che darebbero un forte impulso allo sviluppo della ricerca in campo medico, biologico, farmaceutico, agro-ingegneristico e nelle scienze sociali, sviluppo che se indirizzato da serie politiche ed equilibrate relazioni favorirebbe un progresso più armonico e socio eco compatibile, di cui beneficerebbe l'intera umanità.

Ma abbiamo sottolineato che per poter affrontare tale normalizzazione si deve assolutamente partire da un tavolo governativo tra USA e Cuba di relazioni di parità e di rispetto e senza condizioni, ma partendo dal dato politico che gli USA devono compiere per chiudere l’ultra cinquantennale vergognoso Bloqueo e realizzare subito un atto di giustizia che attendiamo da sedici anni rilasciando immediatamente Antonio, Ramón e Gerardo poiché sono innocenti e questo lo conferma una parte grande, rispettabile, eticamente sana dell’opinione pubblica statunitense e internazionale che coinvolge attivamente in questa battaglia di libertà Premi Nobel, intellettuali e artisti di gran prestigio, settori importanti delle diverse Chiese Cristiane e di altre confessioni religiose, la Federazione Sindacale Mondiale, prestigiose realtà accademiche, parlamentari di molti paesi, movimenti sociali e sindacali, organizzazioni politiche e della solidarietà internazionalista militante.

La nostra Delegazione ha decisamente chiesto nei diversi incontri un forte impegno dei parlamentari USA progressisti e sensibili ad una nuova visione delle relazioni con Cuba e internazionali, immediatamente in questi prossimi mesi prima dell'inizio della campagna elettorale presidenziale statunitense che potrebbe condizionare in senso ancora negativo le relazioni fra i due paesi per poter così accontentare le pressioni dei grandi elettori e lobbies legati ai peggiori ambienti anti cubani e fortemente ostili al governo socialista rivoluzionario.

Ci siamo detto quindi pronto a continuare la lotta in tutte le sedi possibili e speranzosi di poter festeggiare il prossimo Natale a Cuba con i nostri tre fratelli a casa loro e con i loro cari familiari e il loro popolo e Governo che li ha nominati eroi nazionali.

OBAMA GIVE ME FIVE !!!
LIBERTÀ SUBITO E SENZA CONDIZIONI PER ANTONIO, RAMÓN E GERARDO !!!
FINE IMMEDIATA DEL BLOQUEO CONTRO CUBA !!!
HASTA LA VICTORIA SIEMPRE !!!
SOCIALISMO O MUERTE, VENCEREMOS !!!


Washington D.C., “5 Days for the Cuban Five”

8 giugno 2014

5 Days for the Cuban FiveOggi le Delegazioni dei diversi paesi hanno svolto attività assembleari e lavori per commissione per decidere le linee di intervento che si terranno domani nei vari incontri che con i senatori e i parlamentari del Congresso.

Nei vari incontri si porranno le problematiche umanitarie ma soprattutto politiche relative alla liberazione immediata dei tre compagni cubani ancora detenuti dopo 16 anni.

La nostra Delegazione sarà presente in vari incontri che domani si terranno sia la mattina che il pomeriggio nelle sedi istituzionali parlamentari.

Sarà una giornata molto importante poiché nei gruppi che andranno agli incontri saranno presenti molto parlamentari dell’America Latina, sindaci, sindacalisti, intellettuali ed esponenti dei movimenti e delle associazioni di solidarietà.

I compagni del Capitolo Italiano della Rete in Difesa della Umanità e del Comitato Italiano Giustizia per i 5 daranno il loro massimo contributo per sviluppare negli incontri la problematica politica del caso dei compagni cubani chiedendo un atto immediato del Presidente OBAMA per la scarcerazione dei tre compagni cubani già nei prossimi mesi.

La Sessione Plenaria di conclusione dei lavori per commissione si è svolta con una conferenza dei compagni parlamentari presenti (di Argentina, Brasile, Cile, Panama, El Salvador).

Sono stati inoltre approntati documenti e informative per gli incontri di domani con senatori e parlamentari.

L’Assemblea Plenaria si è conclusa con i due toccani interventi dei rappresentanti del Fronte Farabundo Martí di Liberazione Nazionale e della rappresentante sandinista, che hanno ribadito il loro storico legame di reciproca solidarietà con la Rivoluzione Cubana e quindi il loro appoggio incondizionato alla causa dei Cinque come atto concreto di internazionalismo.

Si è poi chiuso con il toccante e molto applaudito intervento di Rita Martufi, Direttrice del CESTES Centro Studi dell’USB; a nome del Capitolo Italiano della Rete in Difesa dell’Umanità e come membro del Comitato Italiano Giustizia per i Cinque, ha voluto sottolineare il ruolo di prestigio e critica attiva e costruttiva e solidale che svolge sempre in prima fila Cuba nelle iniziative contro la fame nel mondo e per i diritti primari fondamentali a favore dei paesi del cosiddetto Terzo Mondo, alla FAO di cui Rita Martufi è rappresentante permanente per la FSM, e di come sia viva la battaglia a favore della liberazione di tutti i Cinque Cubani e contro il blocco nelle attività e lotte della federazione sindacale mondiale FSM.

Dopo le ragioni tutte politiche del caso dei Cinque, Martufi ha voluto evidenziare, come compagna e madre, alcuni aspetti umanitari, a partire da quello di Adriana, moglie di Gerardo, che non può visitare e vedere regolarmente il marito ormai da sedici anni, e le è quindi vietato in tutti i modi il diritto primario naturale alla maternità, e la sofferenza imposta dall’Impero come tortura alle mogli e madri e tutti i familiari dei compagni e in ciò come sia rimasta da sempre fortemente colpita dalle stringenti e emozionanti parole di vero sentimento quasi spirituale che in continuazione gli vengono rivolte nei tanti suoi incontri a Cuba dai familiari dei Cinque, ad esempio dall’emozione forte che gli da sempre la mamma di Antonio.

Martufi ha chiuso nella certezza che il prossimo anno invece che a Washington ci ritroveremo tutti a La Habana per fare una grande festa con tutti e Cinque i nostri fratelli finalmente tornati alla loro patria socialista e a casa dai loro cari.


Washington D.C., “5 Days for the Cuban Five”

7 giugno 2014

Piccolo video della Manifestazione a Washington


Washington D.C., “5 Days for the Cuban Five”

7 giugno 2014

5 Days for the Cuban FiveGrande manifestazione davanti alla Casa Bianca e poi per le vie della città fino al Ministero della Giustizia vicino al Campidoglio USA per la libertà di tutti i Cinque Cubani.

Washington prima invasa da decine di biciclette, con sulle spalle dei ciclisti cartelli per la libertà dei rivoluzionari cubani detenuti innocentemente nelle carceri USA ormai da sedici anni e contro il brutale blocco che impedisce a Cuba normali relazioni economico finanziarie commerciali con tutto il mondo.

Poi centinaia di intellettuali, artisti, militanti dei movimenti sociali, sindacali, organizzazioni politiche e della solidarietà, giornalisti, parlamentari insieme a rappresentanti dei comitati internazionali per la libertà dei 5 di quelli di quasi tutti i paesi dell’America Latina, degli USA, del Canada, Belgio, Germania, Svezia, Grecia e tanti altri insieme al nostro Comitato Italiano Giustizia per i Cinque, hanno manifestato con passione, forza e rabbia a lungo davanti la Casa Bianca chiedendo a gran voce giustizia e libertà:

OBAMA GIVE ME FIVE !!!

Quando si sono aggiunti i tanti compagni provenienti dal Canada e arrivati in pullman da New York, le diverse centinaia di compagni compatti si sono riversati con cartelli, striscioni, manifesti, bandiere per le strade centrali di Washington; stupore, sconcerto per il caso quasi sconosciuto negli USA e tantissima solidarietà sentita da parte di tantissimi cittadini che si sono fermati a chiedere dettagliate informazioni sul caso, e hanno voluto sapere cosa fare per dare il loro modesto ma significativo aiuto contro questo drammatico caso che va contro anche i più elementari principi umanitari e di stato di diritto.

Si è conclusa la manifestazione con un altro sit in e comizio davanti al palazzo del Ministero di Giustizia USA; così enorme e bello nella sua maestosità architettonica e così con poco, pochissimo contenuto di vera giustizia.

Una grande giornata di vera lotta, a detta di tutti e della nostra Delegazione presente anche lo scorso anno; questa la più grande manifestazione a Washington numericamente, più combattiva ma pacifica allo stesso tempo, triste per i drammatici contenuti ma gioiosa e colorata nel suo grande spirito di fratellanza e solidarietà con i compagni cubani e con la nostra Cuba socialista rivoluzionaria.

Domani altra giornata ricca di iniziative: in preparazione degli incontri che terremo con senatori e parlamentari del Congresso.

Continueremo a informarvi con precisione e con tutta la passione che ci fa stare qui con tanti compagni a esprimere il più alto livello di solidarietà umana e militante di politica internazionalista.

HASTA LA VICTORIA SIEMPRE !!!
LIBERTAD AHORA PARA TODOS NUESTROS HERMANOS !!!
SOCIALISMO O MUERTE, VENCEREMOS !!!


Washington D.C., “5 Days for the Cuban Five”

6 giugno 2014

5 Days for the Cuban FiveContinuano con grande partecipazione e passione politica a Washington le giornate di lotta per la libertà dei Cinque Cubani.

La Delegazione di tre compagni del Capitolo italiano in Difesa dell’Umanità, di Cestes Proteo, Centro Studi della Usb, di Nuestra América anche ieri ha partecipato a varie riunioni di carattere politico, culturale e con centri studi e sindacati - in particolare con le tante delegazioni provenienti dai paesi dell'ALBA e dagli altri paesi dell’America Latina e Stati Uniti -, mentre pochi sono i paesi europei rappresentati.

Alla conferenza internazionale sulla nuova era dei rapporti USA-Cuba e la questione dei Cinque, tra gli interventi da segnalare quelli interessantissimi di Miguel Barnet e Ignacio Ramonet sulle due direttrici della soluzione politica e della componente a carattere umanitario.

I lavori della conferenza hanno ieri fortemente affrontato anche le varie sfaccettature giuridiche con i rappresentanti legali internazionali, fra cui l’italiana Tecla Faranda, che hanno ben ripreso le infinite illegalità e illegittimità procedurali e processuali con una lista infinita di errori giudiziari compiuti e da abusi e irregolarità commesse dalle corti giudicanti.

5 Days for the Cuban FiveCon gli interventi di Alicia Jrapko si è molto sottolineato l’aspetto umanitario e dell’attacco ai diritti basilari dei detenuti che ha caratterizzato la carcerazione e l’intera vicenda dei Cinque mentre Graciela Ramírez ha molto sottolineato anche gli aspetti politici e della soluzione ormai tutta in mano ad una decisione politica.

È seguito con grandi consensi politici l’intervento di Luciano vasapollo in qualità di Coordinatore del Capitolo Italiano della Rete in Difesa dell’Umanità e come Vicepresidente del Comitato Italiano Giustizia per i Cinque.

Nel suo intervento Vasapollo ha sottolineato come la vicenda dei 5 sia palesemente un atto di vendetta e ritorsione contro l’apporto in termini di esempio di autodeterminazione che Cuba stava fornendo al processo di rinnovamento democratico, progressista e rivoluzionario che con la vittoria di Chávez prima e di Evo Morales poi ha portato alla costruzione della grande alleanza dell’ALBA per il Socialismo del XXI secolo.

Il terrorismo di Stato applicato contro i 5 rivoluzionari cubani è parte della strategia dell’Impero per tentare di uscire dalla sua crisi economica, di egemonia e di civiltà con la pianificazione di politiche di terrorismo economico, sociale, ambientale, militare e soprattutto massmediatico come sta avvenendo da tempo contro la Rivoluzione Bolivariana chavista in Venezuela da parte di mercenari fascisti e dall’oligarchia sostenuta dalla CIA e dall’Impero.

La questione dei 5 è legata e correlata agli attacchi contro l’Ucraina e la Siria nell’ambito della competizione globale contro l’autodeterminazione dei popoli.

Continuare la battaglia per la liberazione dei Cinque anche nei posti di lavoro, nelle università inserendo nei programmi testi e libri che trattino la crisi internazionale del capitale anche come crisi di libertà democratiche, informative, nello stato di diritto significa da subito collegare la battaglia per la liberazione dei compagni cubani a quella generale sui prigionieri politici degli imperialismi, come i Baschi, i Palestinesi o le migliaia di prigionieri politici in America Latina - come ad esempio in Colombia, i Portoricani, in Paraguay e in Perù.

Oggi ci sarà la grande manifestazione di fronte alla Casa Bianca chiamata “Rally per i Cinque” con un corteo e sit in preceduto anche da una iniziativa con biciclette per il centro della città.


Washington D.C., “5 Days for the Cuban Five”

5 giugno 2014

5 Days for the Cuban FiveÈ iniziata la terza edizione a Washington delle giornate di lotta per la libertà di tutti i Cinque Cubani.

Una delegazione di tre compagni del Capitolo italiano in Difesa dell'Umanità, di Cestes Proteo, Centro Studi della Usb, di Nuestra América è arrivato a Washington dove sta già partecipando a riunioni e convegni su "5 Days for the Cuban Five".

Sono arrivate da ieri le delegazioni provenienti da tutto il mondo.

Oggi dopo i messaggi registrati in video conferenza di René e Fernando e i messaggi di apertura di Adolfo Pérez Esquivel, Frei Betto e Rigoberta Menchu, vi è stato un appassionato e interessantissimo intervento di Danny Glover.

I lavori della conferenza su nuove relazioni USA-Cuba e sulla questione dei Cinque stanno continuando con gli interventi di Alicia Jrapko e Graciela Ramírez, Wayne Smith, José Pertierra e con la video conferenza di Mariela Castro.

Fra ieri ed oggi sono continuati gli incontri tra i Comitati di molti paesi anche con il Comitato Italiano Giustizia per i Cinque che ha tenuto tra gli altri importanti incontri con il Comitato Internazionale Libertà per i Cinque.

Domani in seduta plenaria della conferenza interverrà il coordinatore del Capitolo Italiano della Rete in Difesa dell'Umanità, Luciano Vasapollo, anche come Vicepresidente del Comitato Italiano Giustizia per i Cinque.


Washington D.C., “5 Days for the Cuban Five”

2 giugno 2014

5 Days for the Cuban FiveUna Delegazione di tre compagni del Capitolo Italiano in Difesa dell’Umanità, di Cestes Proteo, Centro Studi della Usb e di Nuestra América è arrivata a Washington dove a partire da domani cominceranno le giornate di mobilitazione e di lotta “5 Days for the Cuban Five”.

Sono in arrivo le prime Delegazioni provenienti da tutto il mondo.

Nei prossimi giorni vi informeremo sulle attività di lotta svolte, di denuncia, di informazione e di mobilitazioni varie.

Presente fra i comitati di molti paesi anche il Comitato Italiano Giustizia per i cinque con la presenza del Vicepresidente Luciano Vasapollo.

Il Comitato Italiano sarà presente a tutte le conferenze e attività che si svolgeranno a Washington e informerà insieme al Capitolo Italiano della Rete in Difesa dell’Umanità.







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